LETTERA APERTA A BRUNO VESPA
01 dicembre 2011
COMUNICATO STAMPA
L’iniziativa di chiedere a Bruno Vespa e in generale al servizio pubblico, maggior tutela nei confronti della professionalità degli appartenenti ai reparti di polizia scientifica e una maggiore verifica sui curricula di esperti e pseudo-esperti che a volte esprimono pareri sui fatti di cronaca non ha avuto risposte. L’iniziativa è stata “bollata” come una questione legata all’invidia dei firmatari della lettera aperta poiché “esclusi” dal circuito televisivo. Su questo giudicheranno i telespettatori. Ringraziamo coloro che hanno aderito all’iniziativa, in particolare il Dott. Marco Strano che su nostro incarico ha diffuso la nostra Lettera tra i Sindacati delle Forze di polizia per richiedere consenso all’iniziativa. E a tal proposito ringraziamo l’UGL Polizia di Stato per il sostegno fattivo dimostrato, la FE.SI.FO. e le altre Associazioni che hanno espresso solidarietà nei nostri confronti. La D.ssa Roberta Bruzzone non ha ritenuto di dover esibire pubblicamente i titoli da lei riportati sul curriculum consegnato a diverse Università e reperibile su internet. Viceversa ha risposto con insulti gravissimi attraverso facebook e ha inviato a tutti i firmatari e a coloro che avevano anche semplicemente condiviso la lettera, attraverso il suoi legali Maria Cristina Ciace ed Emanuele Florindi, delle diffide con richieste “intimidatorie” di risarcimento di centinaia di migliaia di euro. Per tale motivo è stato presentato alla Procura della Repubblica un esposto a firma congiunta per il reato di tentata estorsione: la Corte di Cassazione ha infatti da tempo ampiamente chiarito che prospettare l’avvio di un’azione civile palesemente infondata e/o comunque finalizzata ad ottenere un risultato diverso da quello che la legge riconosce come “giusto” in favore del titolare di un diritto, integra la “minaccia” mediante la quale si consuma il reato di estorsione. Nella fattispecie si è esposto alla Procura che le “diffide” complessivamente milionarie inviate dalla Bruzzone avessero quale unico scopo quello di “spaventare” tutti coloro che avevano osato chiederle conto della effettiva fondatezza, autenticità e consistenza dei titoli dalla stessa pubblicamente vantati nel suo curriculum.
10 NOVEMBRE 2011
RISPOSTA DEI FIRMATARI ALLA DOTTORESSA ROBERTA BRUZZONE SULLA VICENDA DEL SUO CURRICULUM
Gentilissima Dottoressa Roberta Bruzzone, abbiamo appreso che si è offerta pubblicamente di inviare tutti i suoi titoli ai firmatari della lettera aperta a Bruno Vespa in cui, in base a documentazione giunta dagli Stati Uniti, era stata espressa qualche perplessità sui suoi titoli. Apprezziamo molto la sua decisione di fugare pubblicamente ogni dubbio sul suo curriculum anche per porre termine a questa vicenda imbarazzante. A tal fine, seguendo le sue indicazioni, rispondiamo anche noi pubblicamente alla sua offerta e proprio partendo dal curriculum pubblico da Lei consegnato l’anno scorso all’Università di Chieti nel settembre 2009 e reperibile su internet, di cui abbiamo fatto copia forense e che per ogni buon conto le alleghiamo di seguito, e partendo dal suo curriculum pubblicato dall’affidabile e prestigioso Bollettino dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti italiani, anch’esso di seguito riportato, il tutto ampiamente confermato da sue interviste rilasciate a numerose testate giornalistiche e televisive, la preghiamo di fornirci, secondo lo schema classico del curriculum in formato europeo, le certificazioni originali degli Enti citati.
LINK CURRICULUM:
CURRICULLUM PUBBLICO
Psicologa e Criminologa, Perfezionata in Psicologia e Psicopatologia Forense, esperta in Psicologia Investigativa, Scienze Forensi, Criminalistica e Criminal Profiling.
- Ha conseguito in USA il titolo di E.C.S. – Evidence Collector Specialist (esperto di ricerca e repertamento tracce sulla scena del crimine) con gli standards statunitensi della Sirchie Fingerprint Laboratories.
- E’ esperta nelle tecniche di analisi, valutazione e diagnosi di abuso nei confronti di minori e nell’ambito della violenza sulle donne.
- E’ consulente tecnico forense di Telefono Rosa nell’ambito di casi di violenza domestica, violenza sessuale, di stalking e di omicidio.
- Svolge attività di consulente tecnico nell’ambito di procedimenti penali, civili e minorili (in casi di omicidio – ricostruzione 3D scena del crimine e criminodinamica – , violenza sessuale, abuso su minore, stalking , valutazione attendibilità testimoniale).
- Ha maturato numerose esperienze formative in Italia e all’estero, tra cui un periodo di training in USA presso l’University of California nella sede di San Francisco, con il patrocinio del Federal Bureau of Investigation.
- E’ membro del Comitato Scientifico della Polizia Postale e delle Comunicazioni.
- Svolge attività di docenza in vari corsi di perfezionamento e master universitari di numerose Università italiane.
- E’ docente accreditato presso gli Istituti di Formazione della Polizia di Stato. E’ membro del Comitato Scientifico della Fondazione “Movimento Bambino” presieduta dalla Prof.ssa Maria Rita Parsi.
- In passato è stata ricercatore incaricato pressola Duke University(North Carolina – USA) e, nell’ambito di tale attività, ha collaborato con l’Unità di Scienze comportamentali (Behavioral Science Unit) dell’Accademia FBI di Quantico per lo sviluppo di un progetto di ricerca sull’intelligenza artificiale applicata al criminal profiling (Duke University, Durham, NC).
- Ha collaborato inoltre in Canada conla Vancouver Police(Homicide Squad) per un progetto di ricerca sull’analisi degli omicidi.
- Ha collaborato con il Prof. Kim Rossmo (Texas State University – Center for Geospatial Intelligence and Geographic Profiling) per l’adattamento del software per il Geo-profiling alla realtà italiana (software utilizzato per analizzare il caso dell’Unabomber del Nordest nel 2005).
- E’ il Presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze Forensi.
- E’ membro dell’ International Association of Crime Analysts e della Vidocq Society. Fa parte del Comitato Scientifico de “La Caramellabuona Onlus” (associazione di volontariato contro la pedocriminalità) è il Direttore Scientifico de “La Caramellabuona Onlus” (associazione di volontariato contro la pedocriminalità). É il Direttore Generale della TRC International SRL, una società specializzata nella sicurezza, nelle tecnologie di prevenzione del crimine e nelle indagini forensi, che dispone di un team altamente specializzato per le indagini forensi sia di tipo convenzionale che di tipo digitale.
- Roberta Bruzzone è autrice e conduttrice del Programma TV “La scena del crimine”, ormai alla sua terza edizione sull’emittente GBR – Teleroma 56 (canale 877 di Sky) e del programma “Donne mortali” in onda sul canale 118 di Sky – Discovery Real Time.
- É inoltre consulente scientifico di numerosi programmi che trattano tematiche relative a fatti criminali.
In particolare le chiediamo, secondo quanto previsto dalla normativa in ambito di curriculum pubblico, di volerci inviare appena possibile:
- Dichiarazione della University of San Francisco circa il master da lei effettuato con il patrocinio dell’FBI, specificando il numero di ore di formazione svolte e la sede didattica;
- Dichiarazione della Vidocq Society rispetto alla sua membership;
- Dichiarazione dalla Texas State University (Prof. Kim Rossmo) sulla sua partecipazione allo sviluppo del software RIGEL per la realtà italiana;
- Dichiarazione del Prof. Kim Rossmo sulla su collaborazione nel determinare il profilo geografico dell’Unabomber italiano;
- Dichiarazione della Duke university sul suo incarico di ricercatore con specifica del programma di ricerca svolto e del suo ruolo in tale programma;
- Dichiarazione della BSU dell’FBI circa la modalità di collaborazione con tale struttura e la durata di tale collaborazione;
- Attestati di partecipazione ad eventi formativi che attestino l’esperienza nella diagnosi di violenza sui minori;, specificando il numero di ore di formazione svolte e la sede didattica;
- Attestati di partecipazione a eventi formativi negli Stati Uniti che attestino la sua specializzazione in evidence collector specialist specificando il numero di ore e l’ente certificante;
- Attestati di specializzazione in Bloodstain Pattern Analysis, specificando il numero di ore e l’ente certificante;
- Dichiarazione dell’Arma dei Carabinieri sulla partecipazione ad attività formativa in tale amministrazione;
- Dichiarazione della Vancouver Police circa la partecipazione a un progetto sull’analisi degli omicidi, specificando il suo ruolo nel progetto di ricerca;
- Altri attestati specificando numero di ore svolte e sede didattica.
Qualora avesse difficoltà a reperirli, la preghiamo di fornire il nome dell’Organizzazione la data (o il periodo) di rilascio dell’attestato con cui ha difficoltà e sarà nostra cura, e a nostre spese, se Lei vorrà autorizzarci, richiedere noi un duplicato per suo conto. Questa soluzione, potrà rapidamente fugare ogni sospetto sui suoi titoli e contribuirà a chiudere questa spiacevole vicenda attraverso la pubblicazione su questo blog di tutta la documentazione originale e, nel caso, delle nostre più sentite scuse.
SEGUONO ALCUNE DELLE FIRME
Francesco Bruno Simonetta Costanzo Massimo Zito Roberta Sibaud Enrico Risso Cesira Cruciani Flora Caruso Bernardo Ferro Cinzia Gimelli Laura Volpini Luciano Garofano Commenti ed adesioni: Un’iniziativa assolutamente condivisibile perchè non è più accettabile che i giudizi possano essere espressi da chi non ha competenze specifiche o comunque priva della necessaria esperienza.maurizio saliva
specialista in medicina legale Aderisco all’iniziativa soprattutto per dar voce a chi con sacrificio e duri anni di studio e lavoro cerca di costruirsi una carriera in campo forense in modo corretto. Gabriella Salvatore
Membro socio fondatore del Centro Studi Scienze Criminologiche Forensi e collaboratrice di Associazioni legati alla difesa dei minori e delle donne in difficoltà.
Per aderire all’iniziativa o lasciare commenti utilizzare lo spazio commenti sottostanti. Non saranno pubblicati commenti volgari o contenenti offese.
Si può anche inviare una mail all’indirizzo nulfuz@tin.it.
29/10/2011
Gentile Dott. Bruno Vespa
Nel corso di recenti trasmissioni Porta a Porta abbiamo sentito la D.ssa RobertaBruzzone avanzare pesanti critiche sulla professionalità della Polizia Scientifica italiana nel caso delle indagini sul processo per il delitto Meredith di Perugia, nonché sull’operato della Corte di Cassazione, critiche basate a suo dire sulla sua “decennale esperienza in materia di investigazione criminale maturata attraverso attività professionale svolta in collaborazione con suoi colleghi americani”. In precedenza in altre trasmissioni la D.ssa Bruzzone aveva criticato aspramente anche la professionalità del RIS dei Carabinieri in occasione di altri fatti di cronaca. Nella comunità scientifica criminologica e tra le Forze di Polizia tali dichiarazioni e quelle di altri criminologi invitati spesso nei salotti televisivi, hanno destato notevole indignazione in special modo tra gli operatori di polizia di tali reparti di eccellenza che da sempre sono ritenuti un punto di orgoglio a livello nazionale ed internazionale per quanto riguarda professionalità, impegno e dedizione e che, a fronte di strumenti spesso insufficienti, statistiche alla mano, ottengono maggiori successi investigativi dei corrispondenti colleghi statunitensi. Tali critiche offensive, appaiono oltretutto assai ingiustificate alla luce di quelle che sarebbero le reali esperienze professionali in possesso della D.ssa Bruzzone e ampiamente dibattute nell’ambito della nostra comunità a seguito di un’attenta analisi di documentazione ufficiale fornita da numerosi enti e disponibile per ogni verifica anche su internet in allegato alla presente lettera. A tal proposito le informiamo che l’FBI ha segnalato (con lettera allegata) che in realtà la D.ssa Bruzzone come molti nel nostro ambiente sanno, non ha mai svolto alcuna collaborazione con tale Ente e le foto da lei diffuse su internet e su numerosi periodici davanti al portone dell’Accademia FBI di Quantico si riferiscono a una semplice visita turistica nel corso della quale accompagnava in qualità di segretaria fac-totum un Criminologo delle forze di polizia italiane. Questa imbarazzante situazione è stata segnalata dalla stessa FBI e anche dal decano della Criminologia Prof. George Palermo, Direttore del CFPRA di Las Vegas che ha inviato una lettera di protesta (allegata) poiché rimasto allibito dall’assenza di controlli in Italia per quanto attiene i curricula professionali dei criminologi. La documentazione presentata alla comunità scientifica e ampiamente diffusa sui media riguardo la “decennale” formazione in USA della D.ssa Bruzzone (un master di secondo livello patrocinato dall’FBI riscontrato su interviste rilasciate a numerosi periodici) si è poi segnalata come “non confermata” da una lettera ufficiale dell’FBI (allegata). La formazione in “specialista nell’analisi della scena del crimine” della D.ssa Bruzzone si limiterebbe oltretutto alla frequenza di un corso di 4 giorni presso una ditta americana (Sirchie) che produce e vende pennelli e polveri per le impronte digitali e che non è un’Università. Tale corso che chiunque può frequentare pagando 300 dollari in realtà è una sorta di presentazione commerciale dei prodotti di tale ditta. Va da se che per mettere in dubbio l’operato di un operatore della Polizia Scientifica Italiana o del RIS dell’Arma dei Carabinieri, che viceversa vanta normalmente una solida formazione e un’attività decennale sul campo, ci vuole ben altra esperienza. E’ stato inoltre segnalato da uno dei più importanti centri di formazione americana sulla boodstain pattern analysis (analisi della scena del crimine) diretto da Herbert McDonnel, a cuila D.ssa Bruzzone si era rivolta per iniziare un percorso formativo in tale settore, che la stessa è stata bocciata al termine del primo corso introduttivo di quattro giorni avendola scoperta a copiare all’esame finale e l’ha pubblicamente diffidata di scrivere sul suo curriculum pubblico di essersi formata presso tale istituto cosa che la stessa avrebbe fatto, secondo il prestigioso istituto americano, al ritorno dal corso incurante della bocciatura subita (2 allegati). Indipendentemente dal curriculum pubblico della D.ssa Bruzzone e della sua probabile tendenza a inserire elementi non corrispondenti a reali esperienze formative e professionali svolte, e su cui sarebbe auspicabile la verifica attraverso un dettagliato curriculum in formato europeo (con indicazione precisa degli Enti che hanno rilasciato certificazioni che sarà nostra cura verificare), è necessario a nostro avviso introdurre delle attente verifiche da parte dei media sui professionisti di area criminologica che di volta in volta partecipano alle trasmissioni televisive e, specie se si tratta di Psicologi, che venga controllato il rispetto del Codice Deontologico recentemente ribadito dall’Ordine Nazionale degli Psicologi proprio in relazione alla partecipazione “selvaggia” a trasmissioni televisive. Il fatto che la televisione pubblica presenti delle competenze di un professionista in un settore delicato come questo dove un telespettatore può poi affidare a tale professionista un incarico professionale ritenendo in buona fede che le esperienze siano reali è a nostro avviso una cosa estremamente delicata e su cui il media che svolge tale azione ha, a nostro avviso, una diretta responsabilità anche per il Codice Deontologico dei giornalisti. Soprattutto le competenze vantate nella diagnosi di abusi sui minori e nelle scienze forensi in genere devono essere supportate da un solido curriculum formativo ed esperenziale. La comunità dei criminologi italiani e i Sindacati di Polizia da sempre si schierano al fianco della Magistratura e degli operatori di Polizia di cui riconoscono la professionalità e i sacrifici espressi durante la loro attività quotidiana, pur nella scarsezza di mezzi. Esprimendo la massima solidarietà alla Magistratura e alle Forze di polizia italiane che quotidianamente svolgono la loro azione, pur nella fallibilità dell’azione umana e degli strumenti scientifici, la preghiamo di voler quindi al più presto fornire ai telespettatori le corrette informazioni sulla vicenda considerando la responsabilità che Lei si assume nei confronti dei cittadini-telespettatori e la preghiamo di fornire l’opportunità a un rappresentante delle Associazioni di categoria firmatarie di questo documento di presentare le loro ragioni nel corso della sua trasmissione.
Seguono alcune delle firme di esponenti di Associazioni di categoria
Documentazione allegata
Seguono alcune delle firme di esponenti di Associazioni di categoria
Francesco Bruno per l’Associazione Internazionale per l’Applicazione delle Scienze Umane Massimo Zito Presidente dell’International Crime Analysis Association Roberta Sibaud Vicepresidente dell’Associazione Donne per la Sicurezza Onlus Simonetta Costanzo membro della Società Italiana di Criminologia Flora Caruso Segretario Nazionale IPIA Investigatori Privati Italiani Associati Cesira Cruciani Presidente del Centro Studi Scienze Criminologiche Forensi dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani Bernardo Ferro Presidente dell’Italdetective (Investigatori Privati) Marisa Aloia Presidente dell’Associazione Internazionale di Grafologia Scientifica e responsabile del network crimine.it—————————————————————————-
ADESIONI COMMENTI E MESSAGGI DI SOLIDARIETA’
spesso anche velatamente, sono state portate delle accuse d’inefficienza
e di mancata professionalità alle forze di Polizia e in particola…re ad
alcune strutture, ad esempio RIS e
Scientifica della P.S., fiore all’occhiello di questi Corpi di Polizia,
in nome dell’O.S.A.P.P. Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia
Penitenziaria, voglio esprimere la piena e incondizionata solidarietà
alle Colleghe e ai Colleghi così offesi, tra l’altro da persone che non
hanno alcun titolo accademico per avanzare neanche delle critiche.I reparti di Polizia Scientifica di ogni Corpo di Polizia, nonostante i
tagli agli stanziamenti perduranti da anni, continuano a lavorare in
maniera egregia e danno sicuramente lustro al proprio Corpo; per questi
motivi prendiamo atto e condividiamo l’iniziativa di alcuni eminenti
criminologi e di altri Sindacati e/o Associazioni, di una lettera aperta
al Dr. Bruno Vespa.
L’Associazione Sos Angeli la voce del silenzio con sede a Lucca, in via Pisana, 1231, condivide l’iniziativa dei firmatari della lettera aperta di richiedere a Bruno Vespa e in generale al servizio televisivo pubblico che le Forze di Polizia vengano maggiormente tutelate, riconoscendo il loro impegno nella tutela dei cittadini a fronte di scarsissimi mezzi. In riferimento ai sospetti, avanzti nella stessa lettera, circa la consistenza del curriculum della D.ssa Bruzzone auspicano un veloce chiarimento della situazione, attesa la delicatezza dei temi trattati. La D.sa renderà sicuramente pubblici al più presto tutti i documenti che attestano suoi titoli per chiarire la sua posizione e il suo sicuro spessore professionale. L’Associazione Sos Angeli ritiene giusto che trasmissioni che trattano di fatti di cronaca nera, come quella di Bruno Vespa, e che chiamano ad esprimersi esperti di settore, specie quando il caso trattato è ancora aperto, svolgano le opportune verifiche sulle loro competenze e che soprattutto consentano poi a chi ha effettivamente svolto le indagini di rappresentare il suo punto di vista. I documenti rilasciati dagli Enti americani allegati alla lettera aperta, che mettono in dubbio alcuni aspetti del curriculum della D.ssa Bruzzone, a cui va tutta la nostra considerazione per il delicato ruolo che svolge, necessitano sicuramente di una risposta pubblica. La D.ssa Bruzzone che avrà sicuramente modo di dimostrare che quanto affermato in tali documenti non corrisponde a verità, risolvendo brillantemente la situazione.
Il Presidente Irene Patassini
Venerdì 04 Novembre 2011 17:15: Comprendiamo bene che show del crimine può fare anche grande audience per il bisogno collettivo di farsi giudici, investigatori, medici e psicologi, e che è il desiderio di scrutare fra le maglie perverse degli avvenimenti, secondo le dinamiche di quel voyeurismo mediatico che fa la fortuna di tutti i reality, sia merce da accaparrarsi, tuttavia, di recente, in numerose trasmissioni televisive, su reti pubbliche e private, pseudo-esperti e opinionisti sovente mettono in dubbio la professionalità degli appartenenti ai reparti di investigazione scientifica, come se a loro potesse ascriversi ogni eventuale forma di inefficienza del sistema. In questo alveo e per il messaggio mediatico che inevitabilmente col mezzo televisivo finisce per entrare direttamente in molte case, l’Ugl Polizia di Stato condivide pienamente l’iniziativa di chiedere al servizio televisivo, ancor più se pubblico, una maggiore attenzione nei confronti del lavoro onestamente svolto dagli operatori di polizia e che, in occasione di trasmissioni televisive che trattano di fatti di cronaca nera o più in generale della sicurezza dei cittadini, sia dato loro uno spazio per spiegare, quali reali esperti di indagini, i limiti e le opportunità del loro lavoro. Il crimine, a dispetto di ciò che si dice, almeno in termini di audience paga molto, e allora succede che, inevitabilmente, l’attenzione mediatica sui più sentiti fatti di cronaca nera, produca un interesse collettivo molto alto. E in questo contesto mal si conciliano le pesanti critiche mosse all’indirizzo degli investigatori senza riconoscere a questi la benché minima possibilità di replica immediata. Una sorta di non condivisibile processo mediatico in contumacia! In tale ambito ci corre l’obbligo di evidenziare che, ad esempio, durante talune puntate della trasmissione “Porta a Porta”, il pur bravo Bruno Vespa – a fronte di pesanti accuse sulla professionalità e l’operato dei reparti di investigazione scientifica delle forze di polizia, gratuitamente lanciati da esperti del settore o presunti tali – non ha finora ritenuto di garantire alcun diritto di replica immediata ai diretti interessati o a loro rappresentanti. Un deficit informativo che l’UGL auspica possa essere rapidamente corretto, nell’interesse del servizio pubblico e per il rispetto che si deve ai diretti interessati e agli spettatori. Roma, 4 novembre 2011.
Il Segretario Generale. Valter Mazzetti
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Sostegno al lavoro della Polizia scientifica.
http://www.fesifo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=90:sostegno-al-lavoro-della-polizia-scientifica&catid=35:nazionali&Itemid=41
Nonostante la solidarietà che l’opinione pubblica ha dimostrato in occasione della manifestazione che ha visto in piazza tutte le OO.SS. delle Forze di Polizia, unite per esprimere il nostro motivato dissenso verso i tagli indiscriminati che, di fatto, rendono sempre più complicata l’operatività sul territorio, ci troviamo oggi a dover evidenziare la mancanza di rispetto nei riguardi del comparto e la possibilità di difenderci, possibilità che dovrebbe essere un nostro diritto quanto di ognuno che si senta ingiustamente leso nel proprio operato. I reparti della scientifica, in ogni forza di Polizia, a dispetto delle difficoltà quotidiane quali la mancanza di fondi ed organico insufficiente, grazie all’impegno e a tanta buona volontà personale, necessaria a superare gli ostacoli, sono riusciti ad ottenere sempre maggiori successi nella battaglia contro il crimine e la repressione di frodi, grazie alla specializzazione e alla professionalità acquisita dagli operatori. Troppo di frequente, in alcune trasmissioni televisive, con molta leggerezza, alcuni esperti o presunti tali, denigrano l’operato dei reparti scientifici e degli operatori di polizia in nome dell’audience, rischiando di insinuare nel pubblico, un’immagine distorta di approssimazione e l’idea di scarsa professionalità. Il Fe.Si.Fo. esprime la propria solidarietà a tutti coloro che svolgono la loro attività di ricerca e repertazione e che, con il loro contributo professionale, rendono possibile la prosecuzione delle indagini rendendo probabile la loro soluzione. Ci auspichiamo, inoltre, una maggiore attenzione e sensibilità in tal senso da parte di chi conduce questi show, affinché vengano stigmatizzate affermazioni lesive del comparto se non sufficientemente comprovate e garantendo, comunque, alla controparte il diritto di replica.
Il Coordinatore nazionale aggiunto Fe.Si.Fo.
Luisa LAURICELLA
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L’Associazione ARGOS Forze di Polizia onlus, esprime la massima solidarietà nei confronti di tutte le iniziative volte a tutelare l’immagine e l’operato delle Forze di Polizia e ritiene che la loro professionalità debba essere maggiormente salvaguardata anche sugli organi di informazione. L’Associazione Argos, per suo assetto statutario, non può entrare direttamente nel merito delle vicende personali e professionali della dott.ssa Bruzzone e del possesso o meno dei titoli che riteniamo questione che deve essere devoluta agli Ordini competenti o/e alla Magistratura, ai quali eventualmente dovranno essere esibiti. Fabrizio Lo Curcio
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Non posso che commentare positivamente l’iniziativa mossa da tanti professionisti ed Enti qualificati che con la lettera aperta a Bruno Vespa, hanno voluto condannare le critiche rivolte all’operato della polizia scientifica e della Magistratura. Troppo spesso e con troppa frequenza, oramai, si assiste al rilascio di dichiarazioni da parte di sedicenti criminologi o investigatori o addirittura semplici opinionisti che su giornali ed in tv, senza alcuna esperienza specifica (se non quella teorica, quando esiste) formulano considerazioni del tutto gratuite, che offendono l’impegno ed il sacrificio di chi, con grande passione e professionalità, contribuisce in questo paese alla sicurezza ed alla giustizia. Se poi, come si legge nella lettera – e mi sembra suggestivo che i qualificati e prestigiosi firmatari si siano inventati tutto – vi è anche da dubitare sulla genuinità di alcuni titoli con cui la d.ssa Bruzzone sostanzia le sue qualità professionali, la cosa è veramente grave e, se vera, merita urgenti provvedimenti! Sono sicuro che la d.ssa Bruzzone sarà in grado di fornire ampie rassicurazioni sulla autenticità del suo percorso professionale e su quanto viene segnalato come anomalo nella lettera in parola. Ma auspico anche che TV e giornali, siano più accorti nella scelta degli esperti chiamati a commentare gli episodi criminali. Non solo perché c’è bisogno di un urgente ricorso ad una maggiore riservatezza, che rispetti la privacy di indagati/sospettati e quella dei famigliari delle vittime, ma anche perché chi è chiamato a formulare considerazioni, sia molto più cauto e prudente e faccia costante riferimento all’etica ed alla deontologia professionale!
Luciano Garofano, ex comandante del RIS Carabinieri di Parma ed attuale Presidente dellìAccademia Italiana di Scienze Forensi
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Condivido e sottoscrivo la presente lettera, facendo i complimenti ai promotori e auspicando un dibattito pubblico televisivo tra tutti i firmatari. Le critiche espresse da pseudo-esperti nei salotti televisivi in cui si dibatte di delitti sovente umiliano gli appartenenti alle Forze di Polizia. In alternativa un convegno scientifico patrocinato dalla Società Italiana di Criminologia, quale unico Ente italiano ufficiale in tale ambito, che possa esprimersi in merito e possa in qualche modo regolamentare la dimensione mediatica della professione criminologica. Ritengo altresì che gli Ordini professionali a cui eventualmente appartengono coloro che vengono chiamati come opinionisti televisivi, possano essere chiamati in causa soprattutto per verificare che i dettami deontologici della professione siano rispettati anche nel corso dell’attività di comunicazione mediatica. Nello specifico caso della D.ssa Bruzzone spero che si possa efficacemente chiarire l’imbarazzante situazione.
Marco Strano, Direttore Scientifico dell’International Forensics Consulting e Vicepresidente ICAA.
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Per aderire all’iniziativa o lasciare commenti utilizzare lo spazio commenti sottostanti. Non saranno pubblicati commenti volgari o contenenti offese.
Si può anche inviare una mail all’indirizzo nulfuz@tin.it.






Hoooooooooooooooooo finalmente ne potrei esere felice se il Signor Bruno Vespa chiamato come nostro padre Onnipotente possa leggere questi miseri righi in tv anche pubblicamente tanto ormai si sa che la politica sempre linta e pinta con vestiti nuovi ingessati e cravatta sembrano nuovissimi mazzi di carta da gioco pronti a mettere su di un tavolo verde i sacrifici di poveri vulnerabile famiglie che ridotti alla miseria non sappiamo cosa fare piu.
Una domanda Signor Vespa,ma all’infuori di tutta questa apocalisse governativa,l’altro Onnipotente fondatore della ex Gest Line Signor Monti,ha almeno la consapevolezza il coraggio di spiegare al popolo Italiano,ma le vere fondamente della politica Italiana in realta dove e piu e se esistono,ci spiega il Signor Monti dove stanno e quale sono?mi dispiace Signor Vespa,ma il detto antico non fa una piega,il sazio non credera mai al digiuno,ed’e cosi.Sono nato nell’ultimo del dicembre 1950 e vero che ho 62 anni,ma non mi sento affatto con questa eta,ma molto di meno,nato a Capua prv CE in’un garage con la dolce compagnia di ratti col cognome materno,a tre anni circa solo Dio poteva salvarmi la vita con un miracolo da morte ormai datami da quasi tutti i medici,ma lOnnipotente volle che vivessi,guarito a 6 anni mi sono visto chiuso su di una montagna Castel Morrone CE in un collegio amministrato da suore,abbandonato fui spostato nel villaggio dei ragazzi Maddaloni CE mentre passavo dalla 4/a elementare alla 5/a e li mentre frequentavo la 1/a avviamento fui ripreso e portato a casa ad un’eta di 12 anni,nel frattempo la famiglia era cresciuta da 3 fratellastri e sorellastre venivo condotto come dimora in una campagna con ben 6 figli,e circa dopo un mese un mattino,mi sentii strappare le coperte da dosso con mio padrigno mi diceva,alzati alle 5 del mattino che devi venire con me,mi mise su di una bicicletta da uomo seduto sul tubo orizzontale e mi ritrovai non solo strappato dalle scuole,ma sotto lavori forzati,impresa edile,allora Signor Bruno Vespa,merito una Risposta dal Signor Monti come non solo io,ma tutto il popolo Italiano,adesso?con 4 ragazze ed un nipotino che e tutta la mia vita?devo come tutto il popolo ascoltare ancora stronzate in tv una continuazione?la mia e una storia che ha dell’incredibile Signor Vespa,ma fortunatamente il 90%e tutta documentata.R.A.I. saluti a tutte le redazione Raffaele
In merito ad alcune affermazioni televisive, con le quali apertamente e spesso anche velatamente, sono state portate delle accuse d’inefficienza e di mancata professionalità alle forze di Polizia e in particolare ad alcune strutture, ad esempio RIS e Scientifica della P.S., fiore all’occhiello di questi Corpi di Polizia, in nome dell’O.S.A.P.P. Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, voglio esprimere la piena e incondizionata solidarietà alle Colleghe e ai Colleghi così offesi, tra l’altro da persone che non hanno alcun titolo accademico per avanzare neanche delle critiche.
I reparti di Polizia Scientifica di ogni Corpo di Polizia, nonostante i tagli agli stanziamenti perduranti da anni, continuano a lavorare in maniera egregia e danno sicuramente lustro al proprio Corpo; per questi motivi prendiamo atto e condividiamo l’iniziativa di alcuni eminenti criminologi e di altri Sindacati e/o Associazioni, di una lettera aperta al Dr. Bruno Vespa.
Il Segretario Regionale del Lazio
Giuseppe Proietti Consalvi
Se questa fantomatica Dott.ssa Bruzzone si trova così a suo agio con la Polizia Americana,si puo sempre trasferite negli USA, e finirla di diffamare noi colleghi.
Gli si potrebbe chiedere quante scene del crimine ha analizzato.
Povera Italia che diamo spazio di parlare a certe persone.
Perché in questa nuova versione sono sparite le sottoscrizioni di TUTTE le organizzazioni sindacali?
Come può vedere da solo c’è la sottoscrizione dell’UGL che non è proprio un’organizzazione secondaria…
Condivido e sottoscrivo l’iniziativa.
E’ imbarazzante che in un paese in cui non c’è più fiducia in alcuna istituzione proprio coloro che, per professione e valori etici, hanno scelto di svolgere un lavoro che tradizionalmente ha come oggetto di studio “l’anima umana”, al fine di sfamare il proprio narcisismo o di incrementare il proprio conto in banca, violi il proprio codice deontologico, tradendo e umiliando in questo modo la fiducia di tutti coloro che a loro si rivolgono per alleviare le proprie sofferenze.
Ancor più imbarazzante e grave è che le proprie responsabilità deontologiche vengano disattese in un ambito, qual’è quello giudiziario, dove oltre alla fiducia c’è in gioco la libertà delle persone che a questi professionisti si rivolgono.
Tutto ciò è infine imbarazzante per tutti quei professionisti che hanno legato la loro professionalità ad anni di sacrifici ed esperienze sul campo, rispettando i valori etici intrinsechi alla loro professione e che continuano a svolgere il proprio lavoro in silenzio e con umiltà.
Va inoltre aggiunto che millantare titoli in un ambito, quale è quello criminologico, per cui non esiste un albo professionale e per cui, almeno una volta, a fare la differenza non sono i pezzi di carta, quanto l’esperienza reale, ha veramente dell’incredibile e la dice lunga su quanto la voglia d’apparire calpesti qualunque buon senso.
Sono sicura che dr.ssa Bruzzone troverà presto la volontà di chiarire questa imbarazzante situazione. Ancor più spero che questa stessa imbarazzante situazione serva a tutti i professionisti psicologi a riflettere sulle proprie responsabilità etiche e deontologiche.
Dr.ssa Francesca Lonero, Psicologo Clinico, Criminologo (Associazione internazionale per l’Applicazione delle Scienze Umane).
Condivido e sottoscrivo la lettera inviata al Dott. Vespa. Prendo atto della documentazione presentata dalla collega Roberta Bruzzone che attesterebbe specializzazioni, perfezionamenti, master di livello nazionale e internazionale e non nascondo che qualche dubbio sulla veridicita’ di questi titoli mi e’ venuto. Ritengo che per evitare ulteriori attacchi alla stessa Dott.ssa Bruzzone e per salvaguardare la professionalita’ di tutti gli appartenenti all’Ordine degli psicologi (anche coloro che si definiscono criminologi/criminalisti) sia necessario verificare se questi titoli siano veri e la Dott.ssa Bruzzone credo che non abbia niente in contrario ad offrire la sua collaborazione per chiarire ogni dubbio in merito.
Dott.ssa Cinzia Gimelli
Psicologa clinica, giuridica e investigativa
Non si può che condividere ed apprezzare la lettera indirizzata al Dottor Vespa. Sottoscrivendo in pieno l’iniziativa non posso che confermare la stima nei confronti delle Forze dell’Ordine (tutte) spesso stigmatizzate senza motivo e, ancor peggio, per motivi meramente egocentrici e di protagonismo “compulsivo” assunto da alcune persone. Le trasmissioni televisive, per motivi ovviamente condivisibili, debbono creare un dibattito vivace ed attraente per gli ascoltatori. Questo non giustifica, comunque, prese di posizione assolute e denigratorie (gratuite, errate e volutamente in malafede) nei confronti di terze persone. Quanto sopra viene ulteriormente aggravato dall’impossibilità di replica da parte delle persone e/o organi bersagliati a “tamburo battente”. La posizione di consulente tecnico (anche di parte) deve essere super partes, scevra da ogni influenza mediatica e basata su dati oggettivi valutati con metodica scientifica. E’ implicito che la notorietà televisiva sia attraente e, anche solo per il ritorno di immagine, molto proficua in termini di popolarità e nuove possibilità di lavoro. Questo non solleva, però, il professionista dai propri obblighi deontologici e professionali. Appare chiaro che, se i diabattiti fossero tenuti solo da professionisti del settore, il risultato finale sarebbe troppo tecnico, limitato (per ragioni di etica e segreto professionale) e forse anche spiacevole per il pubblico. A fronte di questo, nelle trasmissioni vengono strategicamente invitati svariati opinionisti che, “patteggiando” per una parte o per l’altra, accendono il dibattito rendendo il programma più discorsivo e piacevole. Per un professionista che ha studiato e lavorato correttamente per molti anni, è amareggiante vedere come altri professionisti (siano essi veri, presunti o millantati) abbassino il prestigio della propria categoria (o Ordine) con comportamenti veramente discutibili. Il professionista che cerca di far perdere prestigio alle persone che lo circondano per far emergere la propria figura compie un atto scorretto e, paradossalmente, dannoso soprattutto a lui. E’ chiaro che una persona che si comporta in questo modo teme il confronto diretto con altre persone e, se da una parte acquista visibilità, dall’altra perde totalmente la stima e la fiducia dei colleghi ben più preparati. Personalmente credo che, invece di “sparare a zero” sulle Forze dell’Ordine, sarebbe molto più costruttiva una cooperazione (anche piccola) per dare un contributo alla formazione dei membri più giovani e meno esperti. Solo con la correttezza reciproca si arriverà ad avere indagini e processi più bilanciati ed una riduzione degli errori giudiziari.
Enrico Risso, medico legale, MD,MFM, MFFLM
Condivido e sottoscrivo le osservazioni che vengono fatte dai firmatari della lettera.
Purtroppo assistiamo frequentemente alla partecipazione a trasmissioni televisive di esperti psicologi, che pur non conoscendo gli atti del caso, o peggio, in qualità di consulenti, producono seppur in buona fede, commenti e considerazioni pseudoscientifiche, che sviliscono l’immagine della psicologia giuridica, venendo meno a regole di deontologia etica e professionalità che il codice degli psicologi peraltro prevede e che riguarda in questi casi che lo psicologo:
1) esprima giudizi e valutazioni professionali solo se fondati su conoscenza professionale diretta, ovvero su una documentazione attendibile. ( art. 7 C.D.),
2) mantenga il segreto professionale e la riservatezza delle informazioni, a tutela del proprio cliente, anche nel caso in cui questi dia il proprio consenso ( artt. 11 e 12 del C.D.),
3) mantenga dei confini di ruolo anche in relazione alle proprie competenze tecnico-scientifiche. (art. 5 C.D.)
Si segnala poi, per coloro che non ne fossero a conoscenza, che l’Ordine degli Psicologi ha recentemente definito delle linee guida (consultabili nel sito) sul rapporto psicologi e media, proprio perché ha ravvisato un problema di regolamentazione in tal senso.
In particolare, le linee guida invitano gli psicologi a discutere dei casi che NON conoscono direttamente SOLO da un punto di vista di metodo e delle conoscenze generali, chiarendo il imiti del suo apporto.
Lo Psicologo che ha invece una conoscenza diretta dei fatti e delle persone coinvolte in qualita’ di consulente o psicoterapeuta, e’ opportuno che NON esprima pareri e opinioni sul caso (paragrafo 2 Linee guida), soprattutto in fase di indagini preliminari o comunque durante l’espletamento del suo incarico professionale.
Un altro aspetto critico riguarda la categoria degli esperti criminologi, di cui oggi manca un albo professionale, che invece potrebbe verificare curricula e competenze, per l’attribuzione del titolo.
Nel caso della collega, Dott.ssa Bruzzone, credo che non le mancheranno le sedi per chiarire le proprie qualifiche, eliminando le diverse perplessità, che emergono indubbiamente dalla lettera.
Laura Volpini, Psicologa Giuridica e Forense.”La Sapienza”, Università di Roma
è un vero peccato, avrebbe potuto limitarsi a fare supposizioni e a dare giudizi, invece la bramosia di notorietà deve avergli dato alla testa e quindi dopo un inizio fatto in punta di piedi ha sparato alto…e quando spari alto occorre stare attenti perchè i pallini possono ricaderti in testa!!!! Ma poi in un epoca in cui con la rete si pubblica tutto ancora c’è chi pensa ancora di fare il furbo….mah!
Non mi meraviglia la faccia tosta di alcuni personaggi che si inventano una professione che in realtà è frutto di tanti studi, esperienze e sacrifici. Mi meraviglio invece di una parte di mass media, che ancora usano la disinformazione e la ricerca dello scoop pur di fare quattrini! Anche questa situazione, illustrata in maniera eccellente, nella lettera in questione, ancorché apparentemente a sfavore delle testate giornalistiche e delle trasmissioni televisive chiamate in causa, paradossalmente da a loro, ancora un ingiusto risalto, facendo di fatto continuare i loro guadagni…parlatene male purché ne parliate… Sono un operatore delle Forze di Polizia e credo che in Italia ci sia solo bisogno di un po’ di silenzio…ed un po’ di ritrovata serenità, lontani da obiettivi delle macchine fotografiche di centinaia di improvvisati giornalisti e da pressioni mediatiche di altrettanto improvvisati criminologi. Ben venga il supporto dei criminologi seri, quelli preparati e competenti, quelli che ogni giorno, lontani dai rumori mediatici, aiutano le Forze dell’Ordine e la Magistratura, nell’ingrato compito di valutare i criminali o trovare una luce quando è buio pesto! Buon lavoro a tutti e buona riflessione a chi necessariamente dovrebbe farne.
E’ davvero una bella donna e appare anche molto intelligente…Certo è che se QUARTO GRADO non ha fatto nemmeno un minimo controllo…Siamo di fronte ad una truffa che di fatto è paragonabile alla millantatura di una professione…In questo caso poi non è una che dice di essere un pilota anche se poi è una semplice motociclista.Qui addirittura ci si scontra con le forze dell’ordine e in particolare con un gruppo di persone altamente specializzate che sanno fare il loro lavoro e sono anche pietre miliari…Il problema è che in ITALIA i KILLER vendono libri e se arresti il colpevole è finito il BUSINESS Dovremmo metterci tutti una mano sul cuore e fare un minimo di introspezione…Siamo un popolo malato che ha perso i valori…Lei è soltanto un burattino di questa società che non premia chi merita ma solo chi appare meritevole e lei è davvero stupenda.Se le stesse cose le dicesse una racchia cambieremmo canale!